Rotary Club Laveno, Luino e Alto Verbano scenari economici in tempo di crisi

Si è svolta mercoledì sera 6 luglio, una serata conviviale sul tema “Le funzioni di Univa in provincia di Varese ed i nuovi scenari economici per le imprese in tempi di crisi”.

Presenti all’incontro Paolo Soattini, neo eletto Presidente del Rotary Club Laveno Luino Alto Verbano con il suo vice presidente Paolo Bassetti ed il nuovo direttivo hanno coinvolto Roberto Grassi, Presidente dell’Unione Industriali della Provincia di Varese (UNIVA) nel contesto di una conviviale atta a focalizzare l’attuale realtà economica del territorio varesino, rivolgendo un’attenzione particolare alle condizioni post epidemiologiche che stiamo attraversando.

Oltre alle tematiche attuali, il Presidente Univa ha messo in luce l’importanza della progettualità “People”. Con questa iniziativa, Univa si pone l’obiettivo di dar vita ad una strategia territoriale per far scendere in campo le imprese a sostegno della genitorialità, per fare dei luoghi di lavoro realtà inclusive che pongono la persona al centro di una crescita sostenibile.

Prima di tutto attraverso l’implementazione di piani di welfare aziendale e di conciliazione lavoro-famiglia. Presenti alla serata Lucia Riboldi Presidente Rotary Club Tradate, Tiziano Baretti Presidente Rotary Club Varese, Roberto Grassi Presidente Univa, Silvia Pagani Direttore Univa, Ivan Spertini Direttore KPMG Varese, Giorgio Pellegatta Presidente gruppo Croci, Mattia Valassina Presidente Gruppo Giovani Imprenditori Provincia di Varese presso Confcommercio, Enrico Bianchi sindaco di Luino, Pierfrancesco Buchi presidente Lions Club Luino.

Secondo il Presidente Univa “Lo scenario economico sia a livello locale, sia a livello nazionale sta diventando sempre più complesso. Le tensioni internazionali, l’aumento del costo dell’energia, l’esplosione dell’inflazione (con il dato storico del +8,2% registrato a giugno), la difficoltà di reperimento delle materie prime sono tutti elementi che rischiano di mettere a rischio la nostra competitività e le nostre capacità di crescita. Un dato per tutti:Confindustria stima che gli incrementi energetici si tradurranno in un aumento delle bollette di luce e gasper l’industria nazionale pari a +31,8 miliardi di euro nel 2022.

Questo scenario così preoccupante a livello Paese, si riflette inevitabilmente anche sulla provincia di Varese. L’Ufficio Studi di Univa ha svolto un’indagine per capire quali siano le conseguenze che il conflitto russo-ucraino sta avendo sulle imprese industriali varesine. Le difficoltà maggiori, registrate in almeno l’80% delle aziende sono l’aumento dei costi dell’energia, delle materie prime, insieme alla difficoltà nel loro approvvigionamento. Altri ostacoli che la guerra pone all’operatività produttiva sono la difficoltà nel rifornirsi di semilavorati e beni intermedi, il calo delle esportazioni e la complessità d’incasso e nei pagamenti in valuta.

Il 19,1% delle imprese intervistate ha dichiarato all’Ufficio Studi di Univa di aver già diminuito la propria produzione. Il 34,1% delle aziende prevede di farlo nei prossimi mesi se i combattimenti sul fronte di guerra e se le speculazioni sui mercati non termineranno. La situazione, come è evidente da questi numeri, è sempre più allarmante.

E a confermarlo sono, ancora una volta, i numeri. Tra le imprese che hanno già ridotto i propri livelli produttivi, infatti, il 52,4% l’ha diminuita meno del 20%, il 38,1% tra il 21 e il 40% e il 9,5% ha assistito ad un crollo di otre il 40%. In molti settori, di fronte agli attuali costi dei fattori produttivi, sta diventando diseconomico lavorare. Eppure, a livello di ordinativi, lo scenario è, per certi versi, migliore di quello pre- pandemia. Lo testimonia la crescita dell’export varesino nel primo trimestre dell’anno che è andata oltre il +30%.

Il vero problema, però, è che si stanno riducendo i margini. È vero che l’88% delle imprese sta reagendo aumentando i propri listini, ma lo fa con una debole forza contrattuale sul mercato internazionale.

Soprattutto le Pmi non riescono minimamente a scaricare sui propri clienti i rincari con livelli sufficienti a difendere le proprie marginalità.

Il manifatturiero sta subendo quella che potremmo definire un’inflazione industriale che, quando va bene, si attesta su incrementi del 20% dei fattori produttivi. Niente di paragonabile alla ben più bassa inflazione reale del +8% che colpisce i prezzi al consumo. Le imprese stanno facendo, a proprie spese, da cuscinetto sociale. Dobbiamo sostenerle nell’immediato senza perdere capacità di programmazione del futuro.

Tuttavia, nella progettazione dello sviluppo del territorio l’analisi delle criticità congiunturali non deve farci perdere di vista i fondamentali della nostra economia locale con i suoi punti di forza e i suoi punti di debolezza.

Ecco le priorità che Univa indica per dare vita ad una politica di sviluppo del territorio per fare di Varese un’area moderna e attrattiva:

– progettare e mettere in atto un piano strategico di competitività dell’associazione e del territorio per valorizzare i punti di forza di Varese;

– investire nell’istruzione tecnico scientifica, puntando su progetti di inclusione delle ragazze nelle materie STEM e facendo leva sugli ITS;

– portare al centro della politica locale il tema dello sviluppo dell’Area Nord del Varesotto, che vive un declino ormai compatibile con aiuti di Stato sostenuti dalla Ue;

– rilanciare Malpensa, asset centrale per la crescita economica e sociale della provincia di Varese.

Serve l’approvazione del Masterplan e l’ampliamento dell’Area Cargo per sostenerne il forte sviluppo;

– puntare sullo sport come driver per l’attrattività del territorio, sia in termini turistici sia di investimenti esteri.

Un tema centrale, per Univa, è anche quello della natalità. Spinta dalle dinamiche demografiche, l’Unione Industriali ha di recente lanciato il Progetto “PEOPLE, L’impresa di crescere insieme”. Con questa iniziativa, Univa si pone l’obiettivo di dar vita ad una strategia territoriale per far scendere in campo le imprese a sostegno della genitorialità, per fare dei luoghi di lavoro realtà inclusive che pongono la persona al centro di una crescita sostenibile. Prima di tutto attraverso l’implementazione di piani di welfare aziendale e di conciliazione lavoro-famiglia.

Sappiamo, ovviamente, che questo progetto non sarà sufficiente ad invertire la curva della natalità e l’invecchiamento della popolazione. Ma, come Univa, vogliamo contribuire a porre il tema al centro dello sviluppo del territorio. Un compito che deve essere di tutti. Anche delle imprese, la cui capacità di stare sul mercato dipende sempre di più dall’altrettanto importante capacità di saper attrarre i migliori talenti e il miglior capitale umano.

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